Qualcosa su di me
Credo che per accompagnare le persone nei loro percorsi sia necessario restare, prima di tutto, umani: curiosi, permeabili, capaci di lasciarsi toccare dal mondo.
Coltivare la mia umanità — e la mia curiosità — è parte integrante del mio modo di essere terapeuta, ricercatrice e narratrice.
Scrivere
La scrittura è la mia prima casa.
Mi accompagna da sempre come forma di ascolto e di restituzione: mi aiuta a comprendere, a dare forma al pensiero e a restituire senso alle esperienze.
Attraverso le parole esploro le trame che uniscono biografie, contesti e possibilità.
Muovermi
Lo sport e il movimento mi aiutano a ritrovare ritmo e presenza.Per qualche anno ho praticato karate, che mi ha insegnato la disciplina, il respiro e la calma dentro il movimento.
Oggi continuo a coltivare il legame con il corpo attraverso l’allenamento funzionale e lo yoga, come pratiche di equilibrio e ascolto: modi diversi per ricordarmi che forza e flessibilità, nel corpo come nella vita, non si escludono ma si sostengono a vicenda.
Viaggiare
I viaggi sono per me un esercizio di incontro: con culture, paesaggi e modi diversi di abitare la vita.
Mi ricordano che ogni confine può diventare passaggio e può essere ridefinito ogni volta, facendo dell’attraversamento un modo di vita.
Relazioni e formazione
Credo che la vita trovi senso negli incontri.
Le relazioni – personali, professionali, quotidiane – sono per me la materia viva da cui tutto prende forma: il luogo dove ci si costruisce, ci si riconosce, si cambia.
Coltivo con cura i legami della mia vita, sapendo che non si finisce mai di diventare l’uno per l’altro e alleno con tenacia lo “sguardo”, per non farlo mai abituare a chi è al mio fianco. Questo perché quando dico “so chi è l’altro”, ho smesso di essere in relazione.
Continuare a formarmi è parte di questo stesso movimento: studiare, confrontarmi, sperimentare linguaggi e discipline diverse è per me un modo per restare permeabile e in ascolto e allargare lo sguardo.
In tutto ciò ritrovo la stessa trama che guida il mio lavoro: riconoscere i legàmi, trasformare i legacci, restituire movimento e senso alle storie che abitiamo. In sostanza: esserci nella scena della Vita.