Chi Sono, Chiara Maggiore

“Vieni, usciamo. Tempo è di rifiorire”

Gabriele D’Annunzio, Poema paradisiaco

Chi sono

Sono Chiara Maggiore, psicologa e psicoterapeuta a orientamento interazionista*, docente e ricercatrice. 

Mi sono laureata a Padova nel 2016 in Psicologia Clinico-Dinamica, con votazione 110 e lode. Sono arrivata lì con tante domande e, dopo qualche anno, ho concluso il percorso con altrettante domande – ma diverse.

Il cuore di ogni cambiamento, avrei scoperto poi, risiede proprio lì: nel modo di porre le domande e negli scenari che si aprono, o si chiudono, grazie ad esse.

In virtù di questo, la mia formazione intreccia le Scienze Politiche, la Psicologia, la Comunicazione e il Management Sociale, unendo alla prospettiva clinica una lettura più ampia dei contesti sociali e organizzativi. Erving Goffman diceva: “Non gli uomini e i loro momenti, ma i momenti e i loro uomini” – e sono fermamente convinta che sia impossibile occuparsi della complessità umana senza tenere a mente questo ribaltamento: l’essere umano è molti, perché molti sono i momenti di vita che attraversa (crisi, separazioni, successi, scelte, ecc.) e molte le versioni che è chiamato a ‘mettere in scena’ in base a contesti frequentati, ruoli attesi e relazioni costruite. Disporre di uno sguardo ‘polifonico’ e ‘polivalente’ consente di non inciampare in semplificazioni ed etichettamenti che nulla offrono alla storia dell’altro.

La psicoterapia, in questa prospettiva, diventa un luogo di ascolto e di composizione – un dialogo fra le voci che ci abitano, per restituire loro un ritmo e un senso condiviso.

Per questo, mi occupo di processi identitari, relazionali e comunicativi, osservando come le persone e le comunità costruiscono il senso della propria esperienza.

Opero da anni in contesti di salute mentale e in setting privato, con percorsi individuali e di gruppo. Parallelamente, insegno Psicologia dell’Educazione e Teorie e Tecniche della Comunicazione presso l’ISSRM “Don Tonino Bello” di Lecce e collaboro a progetti di ricerca con l’Università del Salento, l’Università L’Orientale di Napoli e altre istituzioni accademiche, approfondendo tematiche relative al benessere studentesco, la leadership narrativa e il progettare per la comunità.

Mi appassiona lavorare sui confini: tra discipline, linguaggi e mondi.
Perché è nei passaggi — negli spazi tra le cose — che spesso nascono le trasformazioni più autentiche.

Opera realizzata da una persona con cui ho svolto un ricchissimo percorso biografico e psicoterapeutico e che ha voluto rappresentarmi con i suoi occhi.

Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri

Alda Merini

*Orientamento interazionista

Con ‘orientamento interazionista’ si intende un paradigma che considera le sofferenze, le difficoltà o i cambiamenti non come eventi isolati o causati soltanto da fattori intrapsichici, ma come processi che si sviluppano nelle relazioni, nella comunicazione, all’interno di contesti sociali, narrativi e culturali; un approccio che mira a comprendere come le persone co-costruiscono significati, si trasformano in interazione con l’altro e con l’ambiente, e come tali dinamiche relazionali possano essere oggetto di intervento.

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